Ci sono giornate in cui imparare non significa stare seduti ad ascoltare.
Significa sporcarsi le mani, mettersi in gioco, incontrare l’altro e scoprire che, dietro ogni persona, c’è una storia che merita di essere ascoltata. ❤️
La nostra seconda giornata è iniziata presto: una colazione piena di energia, qualche sorriso ancora assonnato e poi… di nuovo in partenza verso il Pungiglione! ☀️🐝
Questa volta, però, non siamo andati semplicemente a conoscere una realtà.
Siamo andati a farne parte, anche solo per un giorno.
I ragazzi hanno avuto l’opportunità di toccare con mano le diverse attività e i laboratori della struttura, sperimentando concretamente quanto il lavoro possa diventare uno strumento di crescita, autonomia e inclusione.
Ognuno ha trovato il proprio spazio.
C’è chi ha trascorso del tempo insieme ai ragazzi migranti accolti nella struttura, conoscendo le loro storie e condividendo momenti di quotidianità. 🤝
C’è chi ha dato una mano in cucina. 👩🍳
Chi ha supportato il negozio dove vengono venduti i prodotti del Pungiglione. 🍯
E chi si è cimentato nelle attività legate alla produzione del miele. 🐝
Tante attività diverse, ma un unico grande insegnamento: ognuno può avere qualcosa da dare e, allo stesso tempo, qualcosa da imparare dall’altro.
E così, tra un’attività e una chiacchierata, tra il lavoro e le risate, sono cadute un po’ di quelle distanze che spesso ci separano.
Anche il pranzo è diventato un momento prezioso. Una tavola condivisa con gli altri ragazzi e con le persone accolte nella struttura, fatta di piatti, racconti, domande, curiosità e conoscenza.
Perché l’inclusione, alla fine, può iniziare proprio così: sedendosi allo stesso tavolo. ❤️
Dopo pranzo, con il caldo che continuava a farsi sentire, non poteva mancare un veloce bagno al fiume! 🌊☀️
Qualche tuffo, un po’ di refrigerio e ancora una volta la possibilità di stare insieme nella semplicità.
Ma la giornata non era ancora finita. La sera ci aspettava un incontro che difficilmente i nostri ragazzi potranno dimenticare.
Abbiamo incontrato Paola e Gianpaolo della Casa Famiglia dell’Annunciazione di Pontremoli, due persone che hanno scelto di aprire la propria casa e il proprio cuore, allargando la loro famiglia attraverso l’adozione di tre bambini con disabilità. Bambini che portavano con sé storie difficili.
Storie di rifiuto, di abbandono, di sofferenza. E che hanno trovato, nelle braccia della loro nuova famiglia, qualcosa che forse avevano sempre cercato: amore, accettazione, presenza e qualcuno disposto a scegliere di restare. ❤️
Paola e Gianpaolo ci hanno raccontato la loro esperienza con una semplicità capace di arrivare dritta al cuore.
E quella sera è successo qualcosa di ancora più prezioso.
L’amore con cui ci hanno accolti ha creato uno spazio sicuro, uno spazio nel quale anche i nostri ragazzi hanno sentito di poter essere semplicemente se stessi.
E così, quasi spontaneamente, hanno iniziato a raccontarsi.
Hanno condiviso con il gruppo il proprio passato, le proprie esperienze, il proprio percorso, il proprio viaggio.
Storie diverse, vite diverse, ma unite da qualcosa di profondamente umano: il bisogno di essere accolti, ascoltati e riconosciuti.
Quella cena non è stata soltanto una cena.
È stata una tavola attorno alla quale, per qualche ora, le storie di persone diverse si sono incontrate e riconosciute.
E forse è proprio questo il senso più bello di una vacanza come questa: partire per conoscere il mondo e accorgersi, strada facendo, che ciò che davvero cambia le cose è l’incontro con l’altro. 🌱
Il secondo giorno ci ha lasciato tanto.
La consapevolezza che dietro ogni storia c’è una persona.
Che ogni persona merita un’occasione.
E che a volte basta sentirsi accolti per trovare il coraggio di raccontarsi.
E noi, quella sera, abbiamo ascoltato.
Con il cuore. ❤️
